A tutto il Personale della scuola

agli Alunni

ai Genitori

all'Amministrazione Comunale

alle Associazioni del territorio

 

Inizia un nuovo anno scolastico...

all'entusiasmo nell'affrontare le nuove sfide, si aggiungono inevitabilmente le ansie e le incertezze rispetto ai compiti che siamo chiamati, ognuno per la propria parte, a svolgere, nella speranza di non commettere errori, di fare bene, e nella determinazione di mettere tutto se stessi affinché l'impegno profuso dia buoni risultati.

Per me è un “nuovo anno scolastico”, alle prese con un ruolo, quello di Dirigente, completamente diverso da quello di insegnante.

Vorrei prima di tutto ringraziare  di cuore tutto il personale della scuola ed in particolare il Dirigente Paola Fiorentini, per l'accoglienza che mi ha riservato, mi sono sentita a “casa”, un elemento non di secondaria importanza per chi, oltre alle normali preoccupazioni nel rivestire un  nuovo ruolo, ha lasciato in un'altra regione la propria vita e i propri affetti.

Credo che la “Scuola” debba essere prima di tutto un luogo dove “stare bene”, dove, prima degli adempimenti burocratici, debba esserci la collaborazione tra tutti i suoi attori, la condivisione, la lealtà reciproca, superando  particolarismi e  divisioni; le posizioni possono essere diverse, gli obiettivi e i risultati da raggiungere devono necessariamente essere un patrimonio comune.

Solo garantendo il “ben-essere” si potrà lavorare per assicurare il raggiungimento di quello che è il primario obiettivo di tutti quelli che orbitano intorno all'universo scuola: fare in modo che i nostri alunni vengano a scuola volentieri, perché la scuola è luogo di incontro,  di scoperta, di acquisizione di saperi, di raggiungimento di competenze, di scambi reciproci, di accoglienza.

Sarà mio preciso dovere assicurare a tutti gli alunni  che la scuola sia prima di tutto luogo di “cura” e di attenzione dove ogni alunno potrà esprimere la propria personalità e i propri talenti, dove ognuno avrà la possibilità di essere valorizzato nella sua unicità.

Ma la scuola deve essere  luogo di “cultura” perché ognuno abbia, alla fine del suo percorso, quegli strumenti che permettano di continuare gli studi in modo proficuo, di realizzare i propri sogni e di andare, in qualche modo, alla conquista del mondo.

In un momento storico piuttosto difficile, dove a farla da padrone sembra proprio essere la mancanza di fiducia nel futuro, la scuola deve garantire a tutti il possesso di quegli strumenti culturali, nel senso più ampio del termine, per “conquistarlo” il proprio futuro.

Se tutti, personale della scuola, genitori, Enti Locali, associazioni, lavoreremo per condividere questi obiettivi e  per andare nella stessa direzione, se riusciremo ad incuriosire i nostri ragazzi, a motivarli, credo che l'ottimismo possa prevalere sul senso di sconforto che qualche volta ci assale.

Certa di una collaborazione proficua auguro davvero di cuore a tutti.

BUON ANNO SCOLASTICO E BUON LAVORO

 

 

Faenza, 16 settembre 2019

 

 

IL DIRIGENTE

NICOLETTA PATERNI

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