PRESENTI OLTRE LE DISTANZE...


Cari ragazzi, gentili genitori e personale scolastico,

avrei voluto conoscervi di persona e in un momento diverso, ma ho ritenuto doveroso rispondere all’appello del Dirigente Scolastico, che sentitamente ringrazio, in questo momento di difficoltà e cambiamento per tutti.

Gestire una situazione come quella in cui ci ritroviamo ultimamente a causa dell’emergenza Coronavirus non è facile per nessuno, perché stiamo conoscendo, giorno dopo giorno, un nemico invisibile e ignoto; e notoriamente ciò che non conosciamo ci fa paura, e allora non possiamo che seguire le indicazioni di chi ne sa più di noi, anche se questo diventa doloroso o, nella migliore delle ipotesi, piuttosto strano.

E’ quello che è successo ultimamente, quando ci siamo ritrovati bloccati nelle nostre case, chiuse le scuole, lo sport sospeso, il lavoro fermo. Quando mai era successo? Una situazione anomala per tutti. Stare in casa sembra la cosa più facile del mondo, un elogio dell'ozio e della nullafacenza, eppure non è così: lo sa bene la mamma che deve conciliare lo smart working con la presenza costante dei figli, il padre armato di mascherina che si reca a fare la spesa, il personale scolastico che deve inventarsi un nuovo modo di fare didattica e rimanere in contatto con la propria scuola, il figlio incredulo di questi giorni di vacanza forzata che a volte lo spaventa un po’, forse lo agita, sicuramente lo disorienta.

Perché siamo a casa? Cosa possiamo fare? Come ci sentiamo? Cosa proviamo? Cosa pensiamo? Quando torneremo alla normalità? E quando ci riusciremo, cosa succederà? Come saremo cambiati?

Mille possono essere le domande che affollano la nostra mente, tutte legittime, tutte che hanno bisogno di essere espresse e di trovare spazio, come le cuffiette - quelle ormai diventate già vecchie, con il filo - che lasciate nello zaino tiriamo fuori tutte intrecciate tra mille nodi; poi, piano piano, un filo alla volta, riusciamo a sbrogliarle, fino a tornare ad ascoltare il nostro gruppo preferito. Ecco, io vorrei aiutarvi a trovare il modo di ascoltare la musica nel modo più agevole possibile, voglio potervi dare un supporto in questo periodo di crisi.

Sapete da che parola deriva “crisi”? Deriva dal greco “krisis” che vuol dire scelta.

Eh sì, perché ogni volta che c’è un cambiamento siamo obbligati a scegliere la nostra posizione circa quel cambiamento. E scegliere, soprattutto nell’età preadolescenziale, non è semplice. E allora c’è bisogno di un supporto, di vicinanza, di chiarezza.

A partire da domani cercheremo di far tornare questi fili alla loro forma originale.

Lo farò io, tramite questa rubrica, talvolta lo farete voi, tramite esercizi e piccoli spunti che man mano vi fornirò. Lo faremo insieme, non per, necessariamente, annientare i nostri dubbi, ma per dar loro forma e spazio. Io vi ascolterò da lontano, vi leggerò ogni volta che vorrete contattarmi.

Ci organizzeremo così: io vi fornirò spunti di riflessione sulle implicazioni psicologiche di questo periodo, lo farò rivolgendomi a volte ai ragazzi, altre agli adulti che li accompagnano in questo momento, altre ancora ad entrambi.

Voi potete scrivermi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ogni volta che vorrete. Purtroppo non potrò rispondervi subito, ma lo farò tramite la rubrica della scuola così che i vostri spunti possano essere d’aiuto a tutti noi. Ricordate, quindi, che non riceverete risposta diretta, ma vi assicuro che vi leggerò fino all’ultimo segno di punteggiatura.

Ce la faremo insieme, anche se distanti.

Piacere di conoscervi virtualmente, ci leggiamo domani.

Un saluto, ad almeno un metro di distanza.

Faenza,17 Marzo 2020
                                                                                                                                 Dott.ssa Sabrina Lattes

                                                                                                     Psicologa dello Sportello di ascolto dell'I.C. "Matteucci"

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